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Bagno di sangue dei bond

admin | 5 aprile 2010

Dopo l’articolo di Fugnoli vorrei portare alla vostra attenzione l’estrema volatilità dei bond americani. Alla luce della ripresa del mercato del lavoro il titolo trentennale crolla di diversi punti e c’è già chi si interroga se è finito il trend trentennale rialzista dei bond.

E’ probabile che l’inflazione sia alle porte. Stiamo alla larga dai bond lunghi anche se so benissimo che, con una curva dei renidmento così inclinata, è difficile.

Vi linko un interessante articolo in inglese:

End of 30-Year Bull Market in Bonds

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Il punto della situazione degli investimenti analizzati

admin | 30 settembre 2009

Viste le altalene di questi mesi credo sia appropriato fare un punto della situazione di tutti gli indirizzi di investimento analizzati sino ad ora. E’ proprio il caso di affermare che meglio non sarebbe potuto andare. Questa è l’n-sima riprova che nei momenti in cui tutto è dato per perduto è possibile realizzare gli investimenti di maggior successo! Ma veniamo ad ogni singola opportunità sfruttata:

Investimento in Geox

Di Geox se ne è parlato verso metà novembre 2008 mentre il titolo scambiava sotto i 4 euro. Attualmente i corsi si attestano a 5,90 euro dopo aver anche staccato un dividendo di 0,24 euro. In 11 mesi si è sviluppata una plusvalenza di oltre il 50%!

Le prospettive di Geox

Valgono chiaramente ancora tutte le considerazioni fatte nel post di metà novembre 2008 ma alcune nubi sono all’orizzonte. Da più parti ho avuto notizie (sono voci) di una diminuzione della qualità del prodotto dopo la chiusura di alcuni impianti produttivi nell’est europa. Vorrei aggiungere inoltre che questa crisi ha messo in difficoltà il target di clintela di Geox, cioè il ceto medio. Il titolo rimane nella nostra watch list. Analizzeremo se questi problemi (o presunti problemi) sono strutturali o se si tratterà soltanto di un piccolo incidente di percorso!

Investimento in Fiat privilegiate

Anche l’investimento in azioni Fiat privilegiate ha dato grandi soddisfazioni. Dopo l’accordo con Crysler ed il mancato accordo con Opel, le azioni si aggirano attorno ai 5 euro. Tutto ciò equivale ad una performance, in termini percentuali, di oltre il 110%.

Le prospettive di Fiat privilegiate

Ovviamente rimangono valide tutte le considerazioni fatte in passato. Ricordiamoci che questi investimenti sono per il medio/lungo periodo. Ci aspettiamo che quanto realizzato finora sia soltanto l’inizio (e che inizio!!)

Investimento in Select Comfort

E’ stato senza dubbio il successo più grande. Abbiamo parlato del titolo in questione a fine 2008 mentre le possibilità di fallimento della società erano una realtà minacciosa. La quotazione del produttore americano di letti erano a 0,25 dollari. Allora ipotizzammo i due scenari

Scenario 1: Fallimento della società e perdità del 100% del capitale investito

Scenario 2: Sopravvivenza della società e quadagni in quadrupla cifra.

Siamo felicissimi di aver assistito alla realizzazione del secondo scenario e, ieri, i corsi del titolo si attestavano sui 5 dollari. Si tratta di una performance del 1900%!!!

Le prospettive di Select Comfort

Anche in questo caso credo sia opportuno mantenere la calma. Potranno esserci storni, anche molto violenti (considerata l’entità della forza rialzista) ma, considerando il fatto che l’azienda è tata fortemente razionalizzata, nel caso dovesse riportarsi ad un fatturato di 700.000.000 USD ed un ROS adeguato, la capitalizzazione di mercato potrebbe tranquillamente tornare, in un clima positivo di mercato, a circa 800.000.000 USD. Questa capitalizzazione equivale ad un prezzo per ogni singola azione di circa 20$.

Investimento nel certificato Generali e corporate bond

L’investimento nel certificato Generali era nato come presa di posizione difensiva sul gigante assicurativo. Si parlava della prospettiva di un guadagno del 37% nel giro di 20 mesi. Ad ora le quotazioni del certificato sono salite a 87 per una performance del 20%!

L’investimento in corporate bond è il più recente. In poche settimane la sicav in questione ha realizzato un buon 7%.

Le prospettive del certificato Generali e corporate bond

In questo caso, anche nonostante consideriamo che una performance così spiccata in così poco tempo invoglia sicuramente alla vendita, crediamo sia opportuno pazientare e mantenere l’obiettivo iniziale.

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Liquidità? Un dato da monitorare

admin | 16 gennaio 2009

Ieri la BCE ha abbassato il tasso di riferimento portandolo al 2%. Contestualmente ha abbassato il tasso di interesse sui depositi delle banche all’1% dal precedente 2%.

Come mai?

E’ da diversi mesi che le banche, piuttosto che sfruttare il mercato interbancario prestandosi denaro tra loro, preferiscono depositare giornalmente presso la sicura BCE. In questi giorni i depositi si aggirano attorno ai 315.000.000.000 di euro. Si tratta di una cifra elevatissima ed è chiaro che se tale somma venisse riversata sui mercati assisteremmo ad uno stimolo non indifferente.

La decisione ha decorrenza 21 gennaio. Prestiamo attenzione alla prossima evoluzione di questo dato.

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Rendimenti BOT ai minimi storici

admin | 12 gennaio 2009

Il bot trimestrale in asta questa mattina ha segnato un minimo storico di rendimento. Chi avesse partecipato all’asta per investire 10.000 euro si troverà ad incassare, in questi tre mesi, interessi per ben 26 euro (1.04% netto)!

Nella giornata odierna le azioni Enel quotavano invece circa 4.5 euro: a questo prezzo esprimono un rendimento di dividendo di oltre l’11%! Non poco se pensiamo che si tratta di un “quasi monopolsta”!

Ci vorrà tempo, probabilmente l’attenzione degli investitori dovrà transitare prima sui governativi lunghi, poi sui corporates per poi tornare sull’azionario.

Io credo che a questi prezzi le azioni di aziende oligopolistiche (penso anche ad Autogrill, Autostrade, A2a e molte altre) abbiano un profilo rischioi/rendimento assai migliore delle obbligazioni societarie. Seguiamole con attenzione!

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Immatricolazioni auto: tutta qua la crisi?

admin | 2 gennaio 2009

Sono stati pubblicati oggi i dati relativi alle immatricolazioni di auto nel dicembre 2008, mese di pessimismo dilagante. Il “crollo” è stato del 13%. Pensavo, ascoltando le chimere dei media, molto molto peggio.

Potete vedere i dettagli delle immatricolazioni sul sito del ministero delle infrastrutture.

Noto con piacevole sorpresa l’ottimo risultato di Lancia: +8%. La cosa non mi stupisce, la nuova Delta è veramente una bella automobile. Sono curioso ed estremamente ottimista dell’avvento dell’Alfa 149, previsto per settembre 2009.

Nel frattempo le Fiat privilegiate sono sempre trascurate….. A buon intenditor..

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Madoff: altro nodo al pettine!

admin | 18 dicembre 2008

Da diversi giorni, su tutti i quotidiani e televisioni, si fa un gran parlare dello scandalo Madoff (o, per meglio dire, della truffa Madoff).

Bernard Madoff è un anziano imprenditore statunitense a capo della omonima “Bernard L. Madoff Investments Securities LLC”, società di gestione di Hedge Funds. Tramite la sua società è arrivato a raccogliere investimenti per oltre 50 miliardi di dollari. Tanto successo è dovuto alla costanza di rendimenti che riusciva a garantire ai clienti; rendimenti nell’ordine del 10% annuale. La società, in realtà, non investiva il denaro ma, sullo stile Parmalat, dichiarava semplicemente valori falsi e i denari raccolti venivano fatti “sparire”. Il “gioco” si basava sullo “schema di Ponzi” ed è durato tutti questi anni perchè, grazie a rendimenti alti e costanti, le nuove sottoscrizioni erano sempre ben al di sopra dei riscatti. Questa crisi ha fatto invertite il trend ed i soldi sono semplicemente finiti. Si è aperto un nuovo vaso di Pandora.

Le vittime? Banche, assicurazioni, fondi pensioni ed investitori facoltosi.

Le conseguenze sui mercati? In questo “Far West” non vi sono state conseguenze immediate perchè non vi erano, all’interno dei fondi Madoff, asset da liquidare ad ogni prezzo (i fondi erano delle scatole… vuote!). Una reazione secondaria potrà avvenire nei prossimi giorni in quanto, chi si trova a gestire le perdite derivanti da questi fondi, sarà costretto a liquidare altri assetts per ribilanciare il portafoglio. Come accade in queste situazioni, non si guarderà in faccia a nessuno e si venderà di tutto, indipendentemente dai valori fondamentali.

Ecco come si formano i prezzi in questi mesi.

Il nostro compito sarà quello di trovare le pepite d’oro tra le macerie. E contiamo di farcela! Stay tuned!

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Cameriere! Un buffett all’amatriciana!

admin | 9 dicembre 2008

E’ stato definito dai mass media il “Warren Buffett italiano”.

E’ di oggi la notizia che lo scorso 2 dicembre il finanziera Zalesky ha ridotto la sua partecipazione in Generali al di sotto del 2% (dal 2.273% dichiarato al 31.12.06).

N-sima riprova che in questo far west i corsi azionari, come dicevo ieri, sono determinati da episodi come questo. Ovviamente queste vendite non sono causate da una mutata opinione verso il leone di Trieste ma semplicemente sono le banche che stanno velocemente facendo rientrale il raider dai fidi concessi.

I soggetti (pochi) liquidi in questo periodo stanno facendo affari strepitosi.

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Far West

admin | 8 dicembre 2008

Sembra che le leggi che in questi anni hanno governato il mercato siano ormai venute meno. Non ve ne è più traccia. Durante le prime giornate di dicembre ho notato i tassi di riferimento dei contratti IRS a lungo termine muoversi, in intraday, di quasi 100 basis points. Soltanto pochi mesi fa un’ipotesi del genere avrebbe generato risate tra tutti gli operatori. E’ invece realtà. E’ accaduto.

Tutto cioò è sinonimo di illiquidità, ma di illiquidità MAI VISTA nella storia dei mercati finanziari. Fino a pochi mesi fa ci avrebbero pensato le centinaia di hedge funds a “regolarizzare” le quotazioni. Semplicemente questi fondi non hanno più soldi; le loro mosse sono dettate dai continui riscatti e dal deleveraging selvaggio.

In questo clima da far-west è necessario mantenere i nervi saldi. Le valutazioni fondamentali nel breve periodo non hanno alcun peso nella formazione dei prezzi. I prezzi sono influenzati esclusivamente da chi è obbligato ad operare, cioè da chi è obbligato a vendere.

Credo che chi avrà una buona dose di sangue freddo, di coraggio (o incoscienza) potrà fare in questi periodi degli investimenti strepitosi. Molte aziende sono a prezzo di saldo, stessa cosa per molte obbligazioni corporate. Le occasioni, come spesso accade, si presentano tutte in una volta.

Nei prossimi mesi è necessario seguire attentamente i mercati ed essere pronti ad agire.

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Lo so, è difficile

admin | 18 novembre 2008

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E’ difficile guardare i listini. Tutte le previsioni dei mesi/anni scorsi sembrano essere andate a rotoli. L’imperativo è uno solo: Vendere.

Eppure guardo a Geox che tratta a multipli di p/e di 8. E’ vero, appartiene alla fascia del “lusso” abbordabile, quella più bersagliata dalla attuale crisi ma:

E’ anche vero che il fenomeno Geox si sta rapidamente espandendo all’estero con successo.

E’ anche vero che l’abbigliamento sta ripercorrendo i successi delle calzature.

E’ anche vero che è in fase di lancio la calzatura sportiva.

E’ anche vero che in fasi di crisi si è sempre osservata un’espansione dei multipli invece questa volta vi è una contrazione.

E’ anche vero che i mercati di sbocco sono sempre più numerosi (attuale accordo di distribuzione in Cina)

E’ anche vero che il marchio Geox è ormai conosciuto a livello globale.

E’ anche vero che l’azienda chiuderà l’anno con utili ben superiori ai 100.000.000 eur.

Dopo la crisi ed una fase di assestamento (io la chiamo di formazione di humus) è probabile che Geox riprenderà a crescere sia in termini di margini che in termini di volumi (per la verità in termini di volumi non ha mai smesso di crescere) è verosimilmente raggiungerà, a regime, i 250.000.000/300.000.000 di utili netti annui e, se valutata con un “normale” p/e di 15, il prezzo per azione veleggerà tranquillamente in zona 16/20 euro.

Dagli attuali 4 euro significa un progresso del 300/400% (a cui bisogna aggiungere i dividendi).

E con questo? Con questo significa che è difficile comprare ed osservare lentamente il titolo inabissarsi verso prezzi ritenuti fino a poco tempo fa “impossibili”, senza darsi dell’”imbecille”.

Sì, investire è difficile.

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